ANIMat - Ass. Naz.le Insegnanti di Matematica  
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Forum ANIMat - Ass. Naz.le Insegnanti di Matematica
Matematici alla larga... e non solo!
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McQuarrie

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Profilo - McQuarrie
10 luglio 2010 alle 17:56:37 Profilo - McQuarrieInvia un messaggio privato Rispondi quotando
Modificato il 10 luglio 2010 alle 18:07:17

No, cari colleghi, non è un insulto né una provocazione. A pagina 24 del n. 28 dell'Espresso si parla di un'interrogazione parlamentare in merito alla (spero improponibile) esclusione dei matematici dall'insegnamento della VOSTRA disciplina nei licei.
Sono un chimico dell'attuale sfortunata e bistrattata classe A013. Dell'esclusione dei chimici dai licei non si parla, tanto la chimica a che serve?
Un pò di pazienza e vi spiego perché io chimico mi sono iscritto a questo forum, sperando di trovare colleghi sensibili e, a differenza di chi insegna chimica al posto dei chimici nei licei, realisti ed intellettualmente onesti.
Credo proprio che da quando esiste la chimica nella scuola pubblica, i chimici non hanno mai potuto insegnarla nei licei invece: biologi, agronomi, naturalisti e non chimici si! Solo i chimici abilitati all'attuale A060 possono insegnarla nei licei!
Se vi "consola", dal 1994 (allora il ministro per la sedicente istruzione era D'Onofrio) i chimici possono pure insegnare, nei tecnici e nei professionali, materie mai studiate all'università e che prima erano, giustamente, prerogative degli ingegneri chimici... ma d'insegnare chimica nei licei, ehi, non scherziamo!
Lavoro a Palermo. Nel 2009 ho dato lezioni private di chimica ad una ragazza del liceo classico Meli, dove ovviamente non posso insegnare, col giudizio sospeso per la mia disciplina. La ragazza ed i suoi genitori cercavano disperatamente un chimico: chissà perché.
Un mio docente universitario di chimica generale, prof. Faraone dell'università di Messina, raccontò d'avere visto i fedeli appunti di chimica presi da suo figlio, studente liceale. Il professore rinunciò ad aiutare il figlio a studiare la chimica, insegnatagli, proprio al liceo, da un docente non laureato in chimica.
Spero che non si arrivi a questi assurdi anche per voi. Faccio parte dell'Associazione Insegnanti Chimici, una delle poche associazioni che con coerenza e chiarezza rivendica la specificità del titolo di studio rispetto alle discipline da insegnare. Non sarebbe il caso di fare fronte comune?
B. Raimondi
pfasce

Responsabile Forum

Utente
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57 Discussioni



Profilo - pfasce
14 luglio 2010 alle 12:22:50 Profilo - pfasceInvia un messaggio privato paolo.fasce@csigenova.it 38651218 Invia Messaggio Yahoo Rispondi quotando
Modificato il 14 luglio 2010 alle 12:29:14

E' piuttosto interessante la lettera che ci scrive il collega chimico che esprime un disagio di difficile soluzione.

L'accorpamento delle classi di concorso ha consentito agli ingegneri elettronici di insegnare elettrotecnica e agli ingegneri elettrotecnici di insegnare elettronica. A parte i prefisso comune e alcuni concetti di base, i due campi sono abbastanza differenti tanto e' vero che fino a ieri lo scrivente, ingegnere elettronico, neanche aveva accesso a quella che era la classe di concorso A035 (elettrotecnica).

Sul tema delle scienze, poi, la varietà degli accessi alla classe di concorso A060 (biologi, naturalisti, geologi, chimici e chissà chi altri) e la varietà dei programmi nei diversi indirizzi (non solo il Liceo Scientifico!) produce insegnanti più o meno ferrati nei vari ambiti di insegnamento.

Nel mio ruolo di insegnante di sostegno di area scientifica ho visto laureati in biologia insegnare Scienze della Terra, laureati in scienze naturali insegnare Fisica, laureati in geologia insegnare chimica e ho potuto percepire diversi livelli di approfondimento dettati da vari fattori.

Abbiamo apparentemente due strade: parcellizzare le discipline e creare classi di concorso il cui accesso sia legato ad un curriculum formale molto attinente alla disciplina, ma cosi' facendo si irrigidiscono gli insegnanti in un disciplinarismo antitetico alle esigenze che sinteticamente possiamo dire "alla Morin"; oppure possiamo tenere larghe le maglie potenziali di accesso ad una classe di concorso, filtrando pero' opportunamente l'accesso all'insegnamento. In altre parole se lo scrivente ingegnere elettronico partecipa ad un concorso per matematica e dimostra di essere migliore di un laureato in matematica, pare evidente che mettere filtri preventivi impoverisce il risultato finale.

Personalmente, ma una posizione ufficiale di ANIMat non è stata discussa, penso che il problema potrebbe essere risolto in altro modo: la circolarità dei saperi che può emergere da una reciproca formazione all'interno della scuola.

Ad esempio, io tecnologo posso riversare le mie conoscenze ai colleghi più anziani, i quali in un contesto laboratoriale di reciproca formazione, possono rendermi più consapevole delle concrete possibilità di usarle a scuola che possono emergere grazie alla lunga esperienza di qualcuno.

Nell'ambito del Liceo Scientifico, un insegnante laureato in Biologia potrà indirizzare il lavoro dei colleghi non biologhi relativamente alle porzioni di programma in cui egli è particolarmente ferrato, ed essere guidato da un laureato in chimica per quel che concerne il programma di questa materia.

In altre parole, mi pare che la soluzione più efficace sia la costruzione di una comunità educante che si interroga, si supporta reciprocamente, scambia i saperi, li integra e li arricchisce, piuttosto che andare verso la (perdente) strategia della cristallizzazione delle discipline.

Cordiali saluti.
---------------
--
Paolo Fasce
paolo.fasce[at]animatinrete.it
http://www.animatinrete.it
McQuarrie

Principiante
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2 Discussioni



Profilo - McQuarrie
16 luglio 2010 alle 13:08:25 Profilo - McQuarrieInvia un messaggio privato Rispondi quotando
Caro collega,
le tue considerazioni:
"Nell'ambito del Liceo Scientifico, un insegnante laureato in Biologia potrà indirizzare il lavoro dei colleghi non biologi relativamente alle porzioni di programma in cui egli è particolarmente ferrato, ed essere guidato da un laureato in chimica per quel che concerne il programma di questa materia."
sono sicuramente motivate da spirito collaborativo e profonda onestà intellettuale. La società chimica italiana, purtroppo, ha una posizione che somiglia alla tua e che si presta ad ambiguità. È con rammarico che la tua stessa onestà intellettuale non la si trovi in molti docenti non chimici che insegnano chimica nei licei. Con i matematici ed i fisici vado facilmente d'accordo, con i non chimici che insegnano chimica molto meno...
La docente di chimica di cui ho accennato nel mio messaggio, non solo fa studiare ai suoi studenti gli orbitali (lo sapesse lei cosa sono...) ma ha pure fatto svolgere esperienze di laboratorio trascurando l'aspetto dello smaltimento dei rifiuti ed utilizzando prodotti che un chimico serio ci penserebbe mille volte prima di farle usare ai suoi studenti.

L'unica via d'uscita è la specificità del titolo di studio rispetto alle discipline da insegnare. Fammi sapere che ne pensi.
Saluti da
B. Raimondi
 
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